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Vanessa Lecci

Articolo originale realizzato per Fondazione Cologni dei Mestieri d'Arte e tratto dalla seguente pagina:

http://www.fondazionecologni.it/it/interviste/ar/vanessa-lecci

 

L'OFFICINA de l'EMAIL

Atelier d'émail grand feu, techniques mixtes : Cloisonné classique/Champlevé/Plique à jour/Cloisonné caché - Peinture Miniature émail/Grisaille/Acrylique - Restauration pièces anciennes
Gestionnaire & consultante en métiers d'art - Chemin de la Chênaie 9

ATELIER : Rue de Corcelles 4B - CH 2034- Peseux NE - Tel.+41(0)78 641 40 43 - LVateliers@hotmail.com - www.vanessalecci.ch

Vanessa Lecci è un'artigiana italiana in terra elvetica, specializzata nella smaltatura di quadranti di orologio per grandi marchi dell'alta orologeria.

Qual è la sua storia?

Sono arrivata in Svizzera come pallavolista professionista, per un'esperienza all'estero di un anno. Ma di anni ne sono passati venti e devo dire che pur essendomi naturalizzata, mi considero un'artigiana italiana in terra elvetica. Ho iniziato, dopo aver abbandonato la carriera sportiva, con una specializzazione in incastonatura di pietre preziose, e dopo esser stata ingaggiata da Cartier per occuparmi dell'incastonatura della CPCP (Collezione Privata Cartier Paris), dove ho avuto la fortuna di vedere i pezzi più prestigiosi e unici, mi hanno messa a capo del progetto per lo sviluppo e creazione dell’Atelier di smalto all’interno della Marca stessa, sul sito della Chaux-de-Fonds.

Ho creato un atelier di smalto che esiste ancora adesso e ho prodotto le prime collezioni, per poi essere ingaggiata dalla marca Girard-Perregaux e ricominciare da capo.
Intanto in parallelo creavo quel che ora è il mio piccolo regno.
Durante il mio percorso da GP sono stata contattata da Patek-Philippe Ginevra con conseguente ingaggio in esclusiva per due anni lavorando dal mio Atelier a Peseux.
Poi, conseguenza logica di un percorso formativo vario e ricco di esperienze e di contatti, la grande decisione di diventare indipendente e libera….

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Tutti i miei titoli di studio, sino al Diploma Accademico li ho conseguiti in Italia.

Ho frequentato l’Istituto d’Arte, sezione Metalli e Oreficeria, a Parabita in provincia di Lecce, seguiti da 4 anni di Accademia di Belle Arti, sezione scenografia.

Durante i miei 5 anni di scuola superiore ho potuto scoprire le tecniche dello smalto, sbalzo, incisione, ferro battuto, tutte tecniche correlate al metallo. Ed è proprio la conoscenza dei metalli che mi ha aiutato tantissimo nella specializzazione della smaltatura sui quadranti di orologio, conoscere la base sulla quale il vetro fonde, dopo il passaggio in forno a 800°, è fondamentale per me. Mi diverto anche a sperimentare ed osservare le reazioni delle due materie a varie temperature. Magari un giorno scoprirò qualcosa di nuovo.

La decorazione a smalto ha diversi ambiti di applicazione, perché ha scelto di specializzarsi sui quadranti degli orologi?

In Italia le tecniche della smaltatura sono principalmente applicate all'oreficeria, su oggetti di decorazione o spesso gli smaltatori sono degli artisti tout court.

Qui in Svizzera, la patria degli orologi, lo smalto è considerato una delle applicazioni più rare per decorare gli orologi, spesso destinati a collezionisti appassionati e cultori d’arte di tutto il Mondo. Sino a qualche anno fa eravamo solo in 5 a saper padroneggiare le tecniche del cloisonné (alveoli), champlevé e plique à jour dal design ricco di infiniti dettagli! Ed è proprio questo che mi attrae: giocare con l’infinitamente piccolo!

Prima della smaltatura, il filo d’oro che lavoro, piego, curvo, taglio per il cloisonné è più sottile di un capello ma si possono creare dei soggetti fantastici che assomigliano ad un ricamo.
Per me è anche una sorta di sfida poiché il rischio di mandar tutto all’aria e perdere il lavoro fatto è sempre presente.

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Ci racconta come avviene la decorazione a smalto di un quadrante?

La smaltatura consiste nel far fondere in forno a 800° del vetro ridotto in granella fine posato su una placca in metallo, nel mio caso caso specifico un quadrante o fondo in oro.
Si procede a strati 4 o 5 e si cuoce fra uno e l’altro fino a riempire tutti gli spazi che sono destinati alla smaltatura e sino ad arrivare allo spessore del quadrante stesso.
Su un quadrante di orologio si usano varie tecniche per delineare i contorni di un soggetto ben preciso. Le due tecniche principali e nelle quali mi sono specializzata sono il cloisonné e lo champlevé.

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Il cloisonné consiste nel piegare un sottilissimo filo d’oro 24 carati con l’aiuto di pinzette fabbricate su misura per poter creare curve ed angoli al fine di separare in modo netto i vari colori dello smalto, creando delle zone vuote da riempire con gli smalti. Il filo si posa sul quadrante in segmenti più o meno corti in modo da ottenere il disegno voluto. Quando il disegno è completo si passa alla smaltatura. Si procede a strati sottili, con spessori di un terzo di millimetro in cui sono sovrapposti 3/4 strati di smalto. Fra uno strato e l’altro si cuoce in forno a 800° per pochissimo tempo, facendo attenzione a non cuocere troppo né troppo poco per cercare di ottenere così una vetrificazione di qualità ottima.

La difficoltà è cercare, ad ogni cottura, la perfezione, la brillantezza dei colori e una superficie liscia e senza difetti. La tecnica è rigorosamente fatta artigianalmente. La si usa di solito per i pezzi unici o per piccole serie.

Lo champlevé è una tecnica più semplice per noi smaltatori perché gli alveoli sono creati industrialmente. In questo caso io mi occupo solo della smaltatura.

Esiste una terza tecnica chiamata plique à jour dove si esalta la trasparenza dello smalto perché si elimina il fondo e lo smalto si aggrappa solo agli alveoli. Il risultato ricorda le vetrate artistiche.

Da qualche mese nel mio atelier lavora un’artista coreana che ha studiato la tecnica dello smalto in Giappone. Il suo apporto è fondamentale per procedimenti come la miniatura e la grisaille ma anche per l'introduzione di nuove tecniche artigianali asiatiche di antica tradizione.

Qual è la sua clientela?

La mia clientela è abbastanza varia, anche se c'è ovviamente una prevalenza di grandi marchi dell'alta orologeria.

Ho degli orafi come clienti per le loro linee di gioielli, ho dei clienti privati che vogliono personalizzare il proprio orologio o gioiello o che chiedono consulenza per lanciare una propria serie di gioielli, oggetti di decorazione o funzionali.
Inizio anche ad avere contatti per introdurre lo smalto grand-feu nell'arredamento contemporaneo per dare un tocco di colore agli interni.
Collaboro spesso con i designer specializzati in vari settori, anche quelli della moda.
Lo smalto può avere davvero le applicazioni più svariate.

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Pensa che i giovani possano essere interessati a intraprendere questa attività?

Ho avuto la bellissima occasione di partecipare quest’anno alle Giornate Europee dei Mestieri d’Arte, la prima edizione nel cantone di Neuchâtel.
Ho aperto le porte del mio atelier ai visitatori e i giovani, con la curiosità di scoprire un mestiere manuale, artigianale e raro sono stati tanti con mia grande sorpresa.
Penso che ci sia un gran bisogno di riscoprire il proprio talento e la manualità, di esprimersi attraverso il gesto. Ed infine, il trasmettere per me è importante, fa parte di quella traccia che lasciamo di noi artigiani del nostro passaggio su questa terra, che io definirei la mia immortalità…