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<center>Cenni Biografici</center>

1881 -    Nasce a Castel Bolognese (RA), il 15 settembre da Luigia Galeati; il padre Mario esercita il lavoro di bottegaio salumaio.
1894 -    Inizia a frequentare gli studi classici presso il Regio Ginnasio Torricelli di Faenza.
1899 -    Di carattere ribelle abbandona gli studi dedicandosi alla politica; anarchico attivo fa parte del gruppo di Castel Bolognese "Diritto all'Esistenza".
1901 -    Realizza qualche guadagno imbalsamando animali.
1902 -    Lascia il paese natìo; nel mese di luglio risulta impiegato come elettricista presso uno zuccherificio di S. Giorgio di Nogaro (Udine).
1905 -    Durante un soggiorno nella città di Trieste viene espulso come sospetto anarchico in seguito a fatti politici.
1908 -    Dopo brevi soggiorni in diverse città europee (Vienna - Budapest - Parigi), dove inizia la sua attività artistica, si trasferisce definitivamente a Milano sul finire dell'anno; frequenta i corsi serali d'arte a Brera assieme al ceramista faentino Pietro Melandri.
1909 -    Nell'aprile risiede in via Felice Cavallotti n. 18. Abbandona la politica, collabora con diverse riviste fra cui "Per l'Arte" (dal 1909 al 1915).
Scrive il libretto dell'operetta Velivolo, compositore è il maestro Virgilio Ranzato.
1911 -    Lavora presso la manifattura di passamani della ditta Luigi Mori. Sia i genitori che il fratello si trasferiscono a Milano.
1912 -    Nell'ottobre trasferisce la propria abitazione in via S. Damiano n.6 e nel suo studio in via Stella n.45 si dedica a tempo pieno alla pittura e ai primi studi sulle incisioni (acqueforti).
1915 - Si arruola volontario nella C.R.I. e presta servizio presso l'Ospedale Militare Principale in piazza S. Ambrogio; costretto ad abbandonare lo studio continua ad operare presso l'abitazione
1916 - Partecipa alla "Esposizione Permanente" col dipinto Vecchia Milano sotto la neve. Alla "Biennale di Brera" vi partecipa con il dipinto Verziere di notte, inoltre, presso i locali della Permanente, alla "Esposizione d'Arte degli alleati" è presente con sette acqueforti.
1917 - Partecipa alla "Esposizione Permanente" col dipinto Vecchie ombre, inoltre, presso il locali della Permanente, alla "Esposizione d'Arte degli alleati" è presente con dieci acqueforti.
1918 - Terminato il conflitto mondiale, apre uno studio di pittura in corso Venezia n.57 dedicandosi anche allo studio dell'arte degli smalti su rame di cui diverrà profondo conoscitore.
1919 - Collabora alle edizioni de "L'Eroica", quaranta xilografie sono pubblicate nel volume Ali e Alati e sei (più quindici capilettera) nel volume La canzone dell'offerta.
1922 - Trasferisce la sua abitazione in via Vivaio n. 16, dove apre una bottega da stampatore. In una collettiva a Cremona è presente con acqueforti.
1923 -    Espone cinquanta acqueforti presso la Galleria "La Vinciana" di Milano; vende tutte le copie e ottiene i primi consensi della critica. Nello stesso anno, presentato dallo scultore Adolfo Wildt, espone in una personale presso la "Bottega d'Arte" di Livorno (dal 21 ottobre al 5 novembre); vi partecipa con quarantuno acqueforti.
1924 - Partecipa ad una collettiva a Cremona con acqueforti e smalti. In dicembre espone alla "Galleria Pesaro" di Milano sessantaquattro smalti su rame; Gabriele D'Annunzio, acquista la Via Crucis, che egli stesso gli aveva commissionata.
1925 - Dal 28 giugno al 5 luglio gli "Amici dell'Arte" di Forlì promuovono una personale con quarantaquattro acqueforti e sei smalti su rame. Partecipa alla "Esposizione Internazionale Arti Decorative e Industriali Moderne" di Parigi con diverse opere (smalti); in tale occasione viene premiato con una medaglia d'oro. Espone a Bologna (dal 12 al 19 dicembre) una quarantina di acqueforti e venti smalti presso i "Saloni Felsinei":
1926 - È presente con alcune opere alla "Prima Mostra d'Arte del Novecento Italiano", che ebbe luogo in febbraio e marzo alla Permanente di Milano. Il 18 marzo nasce la figlia Camilla. Insegna incisione presso la R. Accademia di Belle Arti di Milano. Ha uno studio in via Pietro Verri n.7. La Bottega d'Arte di Brescia gli dedica una personale.
1927 - È presente alla "III Mostra Internazionale delle Arti Decorative" presso la Villa Reale di Monza (maggio-ottobre); e alla "Esposizione Nazionale d'Arte" presso il palazzo della Permanente di Milano.
1929 - La R. Accademia di Belle Arti lo propone al Ministero dell'Educazione Nazionale per la nomina, per titoli, alla cattedra delle tecniche dell'incisione già ricoperta da tre anni.
1930 - Partecipa al "XVIIa Biennale Internazionale d'Arte di Venezia" (Mostra dell'Orafo) con ritratti, placche, reliquiari in argento, cofani e placchette decorative eseguite con la tecnica degli smalti a gran fuoco.
1931 -    È presente alla "Prima Mostra Internazionale d'Arte Sacra Moderna" di Padova con due opere molto elaborate: un polittico e una pala d'altare raffiguranti rispettivamente La Maestà di Dio e Remagi. Il 7 novembre muore a Milano.

  • Crocifissione
  • Testa di Vecchio
  • Via Crucis
  • Re Magi
  • Annunciazione
  • Baccanali

<center>Guidi nei carteggi di Gabriele D'Annunzio</center>

Giuseppe Guidi (Castel Bolognese 1891), per il suo talento di smaltatore su rame, aveva colpito l'attenzione di Gabriele D'Annunzio che lo coinvolse nella preparazione di arredi per il Vittoriale. Al Vittoriale di Guidi esiste un nucleo di opere che per numero e qualità sono sufficienti a mettere in risalto la sua figura di artista. Nella residenza del poeta sono presenti ben 35 opere in rame smaltato, compresa la Via Crucis nelle singole 14 stazioni.
La presenza di Guidi al Vittoriale ci appare in sintonia con le scelte estetiche del Vate, anche per la consuetudine del "Comandante" di ispirare gli artisti che avvicinava con alcuni elementi poetici, come ci confermato le lettere di committenza.
Alcune opere rintracciate al Vittoriale conservano sul retro un bollo cartaceo della "Bottega d'Arte di Brescia". Questa, sorta subito dopo la Grande Guerra, si proponeva di valorizzare gli artisti e i movimenti del tempo attraverso mostre e concorsi; Dante Bravo (1890-1936), che ne era il proprietario, attivò tramite l'architetto Gian Carlo Maroni (1893-1952) un rapporto privilegiato con Gabriele D'Annunzio, che acquistò molti prodotti delle arti applicate per decorare la sua abitazione.
Si riportano alcuni interessanti stralci del carteggio epistolare tra Gabriele D'Annunzio e Dante Bravo riguardanti Giuseppe Guidi e le sue opere.

DALLE LETTERE DI GABRIELE D'ANNUNZIO A DANTE BRAVO

Caro Dante,
sarei contento di parlare un giorno - con il maestro smaltista Guidi. Se egli è disposto a lavorare per me - di tratto in tratto -, io desidero dare la mia impronta alle sue cose belle. Per esempio, io aviatore ho trasfigurato il mito dell'Annunziazione. In una vetrata l'Arcangelo ha due immense ali che occupano quasi intero il campo e la Vergine s'intravede appena, di profilo, sopraffatta dal vasto battito... del volatore di Vienna e di Cattaro!
Così io ritengo per me questo piatto; ma io avrei voluto, per me, ispirarlo secondo la mia immaginazione. ...

31 marzo 1924

Caro Dante,
quel che mi mandi è squisito. Tengo i bei smalti, e il resto. Lo smaltatore novo dovrebbe farmi una intera Via Crucis...

7 novembre 1924

Mio bravo Dante,
mi vien detto che il Guidi abbia compiuto gli smalti della mia Via Crucis. E' vero? ... Le cornici rudi degli smalti cristiani son un po' deboli. Le commettiture si aprono a ogni variazione di calore. Bisogna - per la Via Crucis - rinforzare le cornici...

16 novembre 1924

... Attendo la Via Crucis e il lampadario. ...
18 dicembre 1924

Caro Dante,
ho ricevuto la Via Crucis. E' molto bella di colore, e singolarissima di composizione; ma le cornici sono volgari, verniciate come scarpe nuove.
Agli smalti convengono cornici strettissime, e io le vorrei in metallo: una semplice fascia liscia, come il cerchio di un anello che regga un frammento di lapislazuli. ...

12 gennaio 1925

... Prendo il cofanetto di smalto, che mi piace moltissimo. Attendo il modello della cornice per la Via Crucis, ... Se il Guidi fa qualcosa di veramente bello - come spesso gli accade - non lasciartela sfuggire, e avvertimi. ...
8 febbraio 1925

... e le cornici, se son pronte. Quella dell'Annunziazione - prova per la Via Crucis - non mi piace. Ti dirò il perchè...
3 marzo 1925

Mio caro Dante,
i nuovi smalti mi piacciono. Mandamene altri, da vedere, quando l'ottimo degli smaltatori ne avrà compiuti...

4 giugno 1925

... Che fa lo Smaltatore? ...
20 giugno1925

... Il Guidi smaltatore non fa più nulla? ...
24 giugno 1926

... Il Guidi mi piace assai meno nei soggetti profani, non soltanto nel disegno ma anche nella sostanza del colore. Vorrei che mi facesse, in smalto, una Annunziazione, con un Arcangelo quasi aviatore, di larghe e lunghe ali, e con la Vergine in disparte, sbigottita, quasi nascosta, nello spazio breve lasciato dalle smisurate Ali rosse. Colori predominanti, intieri, i miei: il Rosso e il Blu...
13 ottobre 1926

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Annunciazione di Giuseppe Guidi (a sinistra), realizzata secondo le indicazioni del D'Annunzio (a destra, il carteggio originale).

... Attendo altri smalti. ...
Sabato Santo 1927

... Sollecita il buon Guidi a darmi la Testa sanguinosa. ...
2-VI-1927

... Ho l'occasione di mandare a Brescia l'automobile. Se è possibile, profittane, venendo al Vittoriale col grande Smaltatore. ...
3-VIII-1927

... Ho risoluto di scegliere alcuni smalti, nelle due disgraziate cassette, e di ricomporli nel cuoio inciso di Corella Cesa. ...
6-VI-1930

... Se fosse facile trovare uno smaltatore (o rimpianto Guidi!), consiglierei nell'argento una fascia coi miei colori. ...
9 gennaio 1932

DALLE LETTERE DI DANTE BRAVO A GABRIELE D'ANNUNZIO

Comandante,
le mando per la scelta 5 bellissimi smalti originali del pittore G. Guidi - su ogni tavoletta è segnato il prezzo. ...

Brescia 5-XI-1924

Comandante,
... Io spero che Ella possa fare una scappata a Brescia, così potrò mostrarle gli smalti ultimi del Guidi, compresa l'Annunziazione con l'Arcangelo dalle Ali rosse...

24 gennaio 1926

... Lo smaltatore sta ultimando due piatti grandi sacri e se il fuoco non lo tradisce dovrebbero riuscire veri capolavori. ...
Brescia 28 marzo 1927

Domani ore quattordici verrò Vittoriale con Guidi. Porterò coppe e testa sanguinosa ...
2-8-1927 (telegramma)

Smaltatore Guidi inaugura oggi interessante mostra smalti nuovi stop. Gradirebbe sua visita ...
14-4-1928 (telegramma)

Partecipo con vivo dolore perdita amico Smaltatore Guidi ...
10-11-1931 (telegramma)

... Unisco all'invio un cofano del povero Guidi che riuscii a trovare presso un parente. E' uno degli ultimi suoi lavori. Se le piace potrò studiare la copertura interna con stoffa o cuoio. ...
Brescia 20 agosto 1933
(Questi stralci sono stati pubblicati per gentile concessione della Fondazione "Il Vittoriale degli Italiani")

<center>Guidi, che collezione! - di Monica Alpi</center>

Cittadinanza onoraria per la figlia del grande artista castellano.
Un semplice gesto di riconoscimento per il grande atto di generosità di Camilla Guidi, scomparsa nell'agosto 2005, e del marito Emanuele Aicardi, rispettivamente figlia e genero dell'artista di origini castellane Giuseppe Guidi. Risale infatti a metà anno, esattamente a fine maggio 2006, la cospicua donazione di opere del noto pittore e acquafortista al Museo Civico di Castel Bolognese da parte di Emanuele Aicardi, che ha voluto così rispettare le ultime volontà della moglie.
Venerdì 24 novembre il Comune di Castel Bolognese, da sempre attento alla valorizzazione dei propri artisti, ha pertanto colto l'occasione per presentare al pubblico la meravigliosa collezione di opere di Giuseppe Guidi, in aggiunta ad altri lavori presenti nella cittadina castellana sin dal 1996, e per conferire la cittadinanza onoraria ad Emanuele Aicardi e, post-mortem, alla moglie Camilla Guidi. Per una storia che parte da lontano, esattamente dal 1990, quando su iniziativa e grazie all'inesauribile lavoro di ricerca di Valentino Donati furono presi i primi contatti con la famiglia Guidi. “Il nostro primo contatto è stato - racconta Emanuele Aicardi - una pura casualità. Già da tempo Valentino stava cercando la figlia di Giuseppe Guidi. Quando venne a sapere che si era trasferita ad Alassio, chiamò subito in Comune, senza sapere che io lavoravo lì. Fu una sorpresa reciproca, soprattutto per mia moglie, che fu ben lieta dell'interesse del Comune natio per il padre”. Da quel momento è nata una profonda amicizia, che dura tuttora, fatta di favori reciproci e dalla voglia di ridare nuova vita a un artista da molti dimenticato: due donazioni importanti, compresa quella di quest'anno, da parte della Famiglia Guidi e la realizzazione di mostre e pubblicazioni sull'artista da parte di Valentino Donati e della moglie Rosanna Casadio, non ultimo il catalogo intitolato “Fondazione Camilla Guidi” edito dalla Edit Faenza.
Parte integrante dell'ultimo lascito sono un largo numero di opere, una cinquantina di incisioni, nove pezzi in ceramica e oltre cinquanta opere smaltate su rame. Tra le opere più importanti si segnalano, per importanza e bellezza, le seguenti: un polittico per altare “S. Antonio”, composto da trentasette smalti su rame e una serie di opere di notevoli dimensioni (50 cm x 60), rappresentanti scene della Vita e della Passione di Cristo, di grande impatto visivo sia per la composizione che per l'accostamento dei colori. Fanno inoltre parte della donazione smalti su rame e su argento raffiguranti familiari, prelati, nudi femminili e diversi bauletti lignei su cui sono inseriti piccoli smalti con scene sacre, profane o a disegni geometrici.
Giuseppe Guidi, «il Dio del fuoco» come amava definirlo Gabriele D'Annunzio, nacque a Castel Bolognese nel 1881 e, durante e dopo il primo conflitto mondiale, fu un noto pittore, incisore, ceramista e rinnovatore della pittura a smalto su metalli , raggiungendo una certa fama non solo a Milano, dove abitava e lavorava, ma in tutto il Nord Italia. Frequentò i corsi serali all'Accademia di Brera, affinando sempre più le sue doti di incisore e smaltatore. Dalla sua bottega passarono artisti del calibro di Carlo Carrà e, in breve tempo, raggiunse una notorietà tale da indurre Gabriele D'Annunzio a commissionargli nel 1924 una Via Crucis, tuttora presente al “Vittoriale degli Italiani” a Gardone Riviera, ma proprio nel momento in cui stava raggiungendo la massima perfezione artistica e ottenendo i giusti riconoscimenti, morì a Milano nel novembre 1931, a soli cinquant'anni, lasciando una figlia, Camilla, di appena 5 anni.